titolo dpp
links
lettura consigliata

La depressione post-partum è un titolo che richiama le attenzioni di tutti, soprattutto delle neo mamme preoccupate per ciò che gli sta capitando o che gli potrebbe succedere. A tal proposito è importante essere informati sull'argomento per riuscire a collocarsi in quel continuum che va dal fisiologico innalzarsi del tono dell'umore, alla depressione vera e propria, così come la intende il manuale dei Disturbi mentali (DSM). In alcune Strutture Ospedaliere, fra queste la Clinica Città di Roma, vengono avviate iniziative promosse dalle equipe dei reparti di maternità, che mirano alla “psicologia della salute”, con le quali vengono informate le mamme che stazionano nei giorni precedenti o successivi al parto, su quelle tematiche importanti che durante i corsi di preparazione al parto spesso non vengono prese nella giusta considerazione. Fra queste, abbiamo i mutamenti del tono dell’umore, o maternity blues. Le indicazioni a carattere psicologico utili per non allarmare la neomamma, e per consigliarle un giusto atteggiamento di fronte alle modificazioni dell’umore, che come sappiamo, interessano il 75% delle donne nei giorni susseguenti il parto, riguardano proprio queste alterazioni del tono dell’umore, ed eventuali pensieri negativi che talvolta alimentano questi “crolli”. Partiamo dal presupposto che il mestiere di mamma non si apprende da nessun libro e tanto meno da nessun corso. Non sono l’unica a sostenere che seguire il proprio istinto, dettato dall’amore materno è sufficiente a essere una giusta mamma per il proprio figlio, anche commettendo piccoli errori, perché no! È altresì importante sapere che nei giorni successivi al parto, a causa di un calo ormonale, si può verificare una esagerata sensibilità verso alcune situazioni, che prima non erano sufficienti a generare la medesima reazione. A livello psicofisico sia le emozioni “positive”, come la gioia, la commozione, sia quelle “negative” come l’ansia e l’irritazione, vengono attivate per un nonnulla. Se ad esempio, per far scattare una reazione di rabbia prima dell’evento nascita, era necessaria un determinato stimolo, ora, nei tempi appena successivi alla nascita del bambino, sono sufficienti stimoli molto più blandi per generarla, poiché ci si trova in una sorta di emotività amplificata. Consiglio vivamente le mamme di informare coloro che le circonderanno durante le prime settimane, su quello che sta e che può avvenire, per evitare di sentirsi ripetere frasi del tipo: “ma cosa hai?” “perché sei triste?” “dovresti essere felice per la nascita del bambino..” che non fanno altro che alterare ulteriormente il proprio stato e, peggio ancora, inducono la mamma a “inventarsi” scuse, come “piango perché il bambino non mangia” “sono giù di tono perché non mi sento una brava mamma” “mi sento così perché non capisco perché il bimbo piange di continuo..” etc, etc. Di sicuro alcune situazioni si verificheranno davvero, come il pianto continuo, il latte sembra non arrivare mai…, ma sono momenti che in condizioni di serenità verranno percepiti con più lucidità e serenità, e soprattutto, faranno in modo che questa fase passi il più velocemente possibile.

nicole&VeroQuindi mamme, non intimoritevi! Sdrammatizzate il più possibile, ironizzate dove è fattibile,
e cercate di assaporare ogni momento con tutta la felicità che merita la nascita di un figlio.


 
 

DEPRESSIONE POST PARTUM

"Dopo la nascita di un bambino può capitare che la donna non si senta così felice come pensava di essere. Al contrario, può sentirsi triste senza motivo, irritabile, incline al pianto, “inadeguata” nei confronti dei nuovi ed impegnativi compiti che la attendono.
Nella maggior parte dei casi questo stato d’animo e del tutto fisiologico e passeggero, nel giro di pochi giorni, questi sentimenti negativi passano e la donna può godere appieno della vicinanza del suo piccolo. Si parla in questi casi di “baby blues”, uno stato depressivo temporaneo e senza nessuna conseguenza. Si stima che circa il 70%-80% delle donne soffra di questo disturbo.

Ben più seria, e sicuramente da affrontare con l’aiuto di uno specialista, è la “depressione post-partum”, che colpisce circa il 10% delle donne che hanno avuto da poco un bambino.
La depressione post-partum può verificarsi indipendentemente dall’ordine di nascita del bambino: non è detto che una madre che non ne abbia sofferto in seguito alla nascita del primo figlio non possa soffrirne dopo la nascita di altri figli.

Nessuno sa dire con certezza cosa provochi la depressione post-partum. Certamente si possono identificare una serie di cambiamenti che avvengono dopo il parto e che possono portare ad uno stato depressivo:
Cambiamenti a livello fisico. Il livello di ormoni quali l’estrogeno e il progesterone cade drammaticamente nelle ore successive al parto. Può essere presente una spossatezza dovuta al travaglio e al parto o alla necessità di riprendersi da un intervento chirurgico in caso di taglio cesareo.
Gli aspetti emotivi che possono influire sull’autostima della donna e sulla sua capacità di affrontare lo stress del puerperiosono: -Sensazione di inadeguatezza;
-Percezione di uno scarso sostegno da parte del partner;
-Aver vissuto di recente eventi stressanti importanti."
Dott. Luigi Mastronardi

I sintomi che possono far sospettare una depressione post-partum, protratti per troppi giorni, includono: Sentirsi quasi sempre irrequiete o irritabili, sentirsi tristi, depresse o avere molta voglia di piangere, non avere energie; continui mal di testa, dolori addominali, tachicardia, difficoltà a respirare; insonnia, inappetenza e perdita di peso o mangiare in maniera eccessiva;. difficoltà di concentrazione e di memoria; non riuscire a prendere delle decisioni, preoccupazione costante nei confronti del bambino (in assenza di problemi oggettivi); disinteresse nei confronti del bambino, sentimenti di colpa e di disistima; timore di poter fare del male al bambino o a voi stesse; perdita di interesse o piacere in ciò che si fa.


Maternity blues o BABY BLUES
N
on è considerato un vero e proprio disturbo, perchè è legato alle grandi variazioni ormonali che avvengono qualche giorno dopo il parto e tende ad autolimitarsi per poi scomparire definitivamente nel giro di pochi giorni.
Il baby blues colpisce la stragrande maggioranza delle madri. Il suo esordio avviene nella prima settimana dopo il parto, ma i sintomi possono perdurare fino a tre settimane.
Sintomi e cause: Sbalzi di umore o Umore labile, con facile tendenza al pianto o Tristezza o Ansia o Mancanza di concentrazione o Sensazione di dipendenza.
Il baby blues è provocato da più fattori: molto importanti sono i rapidi cambiamenti ormonali che avvengono subito dopo il parto, lo stress psico-fisico legato al momento del travaglio e del parto, le complicanze fisiche del post-partum, come i postumi dell'episiotomia o del taglio cesareo che limitano l'autonomia della madre, la fatica fisica, l'ansia legata all'aumento delle responsabilità, l'insorgenza di imprevisti o contrasti con i familiari, i parenti e così via.
In questa situazione è molto importante poter condividere le esperienze provate con altre mamme e poter pianificare una buona divisione dei compiti con il compagno o i familiari stretti.
"Traendo spunto dal libro "Postpartum Husband" di Karen Kleiman, direttore di un centro americano post-partum, dividiamo i consigli in pratici ed emotivi.
Tra quelli pratici, il consiglio rivolto ai membri della famiglia è di aiutare nei lavoretti domestici e nel guardare i bambini, facendo così in modo che le donne non si sentano oppresse.
Dal punto di vista emotivo, invece, le neomamme possono essere aiutate offrendo loro il proprio appoggio durante le crisi di pianto o la propria disponibilità ad ascoltare. Ma prima di fare qualsiasi cosa, avverte Karen, è fondamentale che i mariti chiedano alle loro compagne se preferiscono essere lasciate sole o confortate durante le crisi di pianto e se desiderino l'aiuto della propria madre con la casa e i bambini.
"Chiedere" è importante, perché quello che può sembrare ai mariti una buona idea, non lo è necessariamente per le mogli. Inoltre bisogna stare attenti a ciò che si dice: dire ad una donna di smettere di essere triste o di essere grata per avere un figlio, può avere effetti negativi, perché le donne hanno bisogno di sentire che le proprie famiglie accettano i loro sentimenti e le loro paure. Infine, Kleiman incoraggia gli uomini a partecipare alle sessioni terapeutiche insieme alle proprie mogli, altrimenti rimangono a casa senza essere a conoscenza di ciò che sta accadendo."

A chi rivolgersi...
Se i sintomi sopra citati perdurano nel tempo, o vengono vissuti troppo intensamente dalla neomamma o dalle persone che la circondano, si consiglia di ricorrere immediatamente al medico di base o al proprio ginecologo. Contattate i consultori di zona, l'ente ospedaliero dove si ha partorito, associazioni e centri per la maternità, la maggior parte di queste strutture solitamente svolgono attività di sostegno alla madre anche dopo il parto. È possibile anche contattare l’ospedale S. Martino a Genova, l’ospedale Sacco a Milano, l’Azienda Istituti Ospedalieri a Cremona, l’ambulatorio della clinica psichiatrica dell’Università di Pisa, l’ambulatorio di psicologia e psicoterapia presso l’Ospedale S. Pietro a Roma (06/33552576), la Clinica Città di Roma, e in particolare l'Ospedale Macedonia Melloni di Milano, la quale ha attivato un Centro specializzato per la cura della depressione post partum. (0276363.1). Inoltre, la Fondazione Idea è disponibile ad essere contattata per fornire indicazioni sul Centro pubblico specializzato più vicino (Milano 02/39042904 - Roma 06/485583).



"Vorrei contribuire a mio modo: ho scritto qualcosa che vuol essere di aiuto e sostegno per chi si è trovato ad affrontare il post partum con qualche difficoltà, perchè di aiuto e comprensione non ce n'è mai abbastanza.....segue
dal sito Una Mamma