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Il mito del Natale

La Società ha creato un mito secondo cui il Natale è il momento migliore dell’anno in cui tutti si riuniscono per celebrare la giornata perfetta. I Media giocano su questa “perfezione natalizia” e presumono che tutte le famiglie felici si sveglino il 25 con alberi di pino scintillanti di luci fiabesche e regali avvolti in fiocchi rossi impeccabili, a seguire un ricco banchetto, champagne con annesse candele rosse, con accesi momenti di risate con bambini e neonati che indossano cappelli da Babbo Natale.

E mentre le immagini di amore e gioia riempiono i negozi, le tv e le pagine di riviste, per molte persone la prospettiva delle vacanze non è così raggiante. Tra stressanti scadenze di fine anno, tensioni familiari, precari contratti lavorativi e giornate invernali sempre più buie, è facile che le festività natalizie non siano così briose.

Sia nella vita reale che sui Social, può essere difficile evitare di confrontarsi con gli altri. Ma la base per il paragone non è costruita sulla realtà, perché la maggior parte delle persone immagina un natale “soggettivo” o che ricordano dalla loro infanzia, pertanto certi paragoni tendono ad essere distorti a farci sentire male con noi stessi.

Nella nostra cultura il Natale assume il significato della festa della famiglia, ci si riunisce insieme ai propri cari ritrovando e fortificando il senso di unione ed affetto, ma per coloro che hanno subito una perdita dei legami familiari questa festività può scatenare forti ricordi. Per chi vive una separazione matrimoniale o non ha la custodia dei bambini, questo può essere un momento triste e solitario, allo stesso modo per i figli di genitori divorziati, che devono trovare un nuovo equilibrio fra il presente e quando “le cose andavano bene”, e dividersi fra una fazione il 24 e l’altra il 25. Per coloro che sperimentano la sempre più diffusa “famiglia allargata” possono avvertire una mancanza di intimità e di raccoglimento.

Pensiamo anche agli emarginati, a quelli che hanno lasciato la famiglia in posti lontani, in tutte queste situazioni, il vissuto di solitudine può tramutarsi in un vero e proprio stato depressivo. Ancora di più se è già presente alla base un disturbo psicologico, magari dovuto a una particolare situazione che si sta vivendo, questa ricorrenza che ci viene trasmessa come la festa in cui devono obbligatoriamente trionfare la famiglia, gli affetti e l’unione, può tramutarsi in un groviglio di irrequietezza e malinconia. Questi stati d’animo potrebbero addirittura essersi sviluppati a causa delle passate esperienze natalizie…

Per altri il Natale sembra essere un fattore scatenante per impegnarsi in una eccessiva auto-riflessione e ruminazione sulle inadeguatezze della vita o su cosa non si è diventati. In generale si avverte un senso di shock per quanto velocemente è trascorso l’anno e sentire di dover urgentemente recuperare in vista della chiusura dell’anno. Altri ancora diventano ansiosi a causa della pressione (sia commerciale che autoindotta) a spendere molto denaro in regali e ad incorrere in crescenti debiti. Non avere abbastanza soldi per comprare doni può portare a sensi di colpa, tristezza e acuire il senso di insuccesso.

In tali contesti le riunioni familiari possono scatenare una serie di emozioni profonde come la gelosia, il risentimento, la competitività e la rivalità fraterna, il senso di colpa o riattivare antichi conflitti transgenerazionali. Così, invece di mangiare spensierati il panettone, potremmo sentirci stressati ed esausti, e anche la sola comunicazione con parenti e amici può risultare difficile.

Mentre da bambini il Natale ispirava eccitazione e anticipazione, da adulti provoca sentimenti opposti. Per tutte queste ragioni è opportuno non accettare alcuna rappresentazione “perfetta” del Natale che i media, le istituzioni o altre persone cercano di farti credere. Riducete le aspettative, godetevi ogni istante del presente nel miglior modo possibile. Siate grati per ciò che avete piuttosto che concentrarti su ciò che non avete, e fate in modo che anche questa festa diventi un’opportunità di sentire, pensare e agire in un modo nuovo, liberandovi del passato.

Per quelli di noi che non hanno difficoltà in questo periodo dell’anno, il Natale può diventare un’opportunità di raggiungere coloro che invece lo patiscono.

L’odore, come sosteneva Marcel Proust, può essere un innesco particolarmente potente per i ricordi; un viaggio di ritorno a casa sarà sempre un campo minato psicologico.

Dott.ssa Elena Albieri

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